La motivazione è causa o effetto? Una storia che riguarda ogni team - In Materia
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La motivazione è causa o effetto? Una storia che riguarda ogni team

La motivazione è causa o effetto? Una storia che riguarda ogni team

Qualche settimana fa, durante un affiancamento in una piccola farmacia, una collaboratrice mi dice: “Riesco bene quando sono motivata… ma mi sento motivata solo quando vedo che sto andando bene.”

Una frase semplice, che racchiude il dilemma di tanti imprenditori e responsabili di team:

La motivazione viene prima della performance, o nasce dal fare bene il proprio lavoro?

 

Le ricerche ci aiutano a capirlo. Secondo Deci & Ryan (Self-Determination Theory), la motivazione cresce quando le persone vivono autonomia, competenza e relazione. E le meta-analisi di Judge et al. (2001) mostrano che chi sta bene tende, in media, a performare meglio.

Ma gli studi più recenti – come Lorange & Keller (2020) – rivelano qualcosa di ancora più interessante: la motivazione non è solo una causa, è anche un effetto del fare. Nasce dall’azione, dal provarci, dal vedere che “ce la fai”.

La motivazione viene dal fare, non dall’aspettare che arrivi.

Ed è proprio ciò che ho visto quella mattina in farmacia.

A un certo punto la collaboratrice serve un cliente difficile. Lo ascolta, lo accompagna passo passo, trova una soluzione semplice. Il cliente esce sereno. Le dico: “Hai gestito benissimo la situazione, lo hai davvero rassicurato.” Lei sorride e mi confessa: “Ecco… adesso mi sento motivata.”

Non perché qualcuno le avesse “dato motivazione”, ma perché l’ha generata facendo, agendo, sperimentando competenza. È così che nasce il circolo virtuoso: agisco → ottengo un risultato → mi sento capace → mi viene voglia di fare ancora meglio.

Le emozioni positive, come spiega Barbara Fredrickson (2001), ampliano lo sguardo e costruiscono nuove risorse. E nelle piccole imprese, dove ogni gesto conta, questo effetto è immediato.

La verità è semplice: la motivazione non si aspetta, si costruisce.

È un ciclo che parte dall’azione. Non possiamo chiedere alle persone di “essere motivate”. Possiamo però creare contesti in cui agire sia possibile e gratificante:

  • ruoli chiari,
  • autonomia nelle scelte che contano,
  • riconoscimento dei progressi,
  • piccoli successi resi visibili.

Quando questo accade, la motivazione non è più un mistero psicologico: è il risultato naturale di un lavoro fatto bene e reso significativo.

E nel tuo team la motivazione arriva “prima” o nasce dal fare?

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